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Forging The Elegy Of The Thousand Lakes – Specialone sugli Amorphis ! (parte 2)

 
CAPITOLO 3
Potrei sbagliarmi ma a me gli Amorphis hanno sempre dato l’idea di cantare la loro terra. Non intendo dire che siano folk, ma panici. Più folkloristici che folk, per chi coglie la sottigliezza e con questo non intendo sminuirli, sia chiaro. Al contrario, li esalto.
Il cantautore folk canta i piccoli aneddoti del popolino di provincia. Gli Amorphis cantano una terra vecchia come il mondo e le sue storie. La cosa è vera soprattutto oggi che hanno smesso di ricercare e si sono consolidati in una forma che, in qualche modo, racchiude in miracoloso equilibrio tutti i vari cambiamenti del passato. Gli Amorphis cominciarono imitando i Paradise Lost, si cimentarono nel progressive, lasciandosi influenzare non solo dalle band britanniche ma anche da realtà finniche sconosciute come Wigwam, Tasavallan Presidentti e Hednigarna: (questi ultimi sommariamente, i Dead Can Dance in chiave finnica). Hanno strizzato l’occhio alle istanze più immediate del revival stoner seventies e pasticciato la loro musica, con lo stesso candore dei bambini che giocano alle costruzioni Lego.E, proprio come quei bimbi, sono riusciti a concretizzare progetti che un architetto di grido può soltanto sognarsi. Continua a Leggere