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Editoriali Pascolando

Entomologia metal – gli antipatici!

Se per una volta ci astraessimo dal contesto tutto borchie e amplificatori a manetta, e guardassimo all’universo rock metal con scientifica obbiettività e distaccata laicità, si dovrebbe convenire che la musica “that we all love” (e che non è su Vergin Rediouuu) pullula di sboroni, strafottenti, egomaniaci, fermi all’adolescenza. Ad alcuni molto presto è esploso il successo tra le mani, e ciò ha causato un mancato sbocco del’età puberale nella maturità; ad altri il successo magari manco è mai arrivato, ma il loro autocompiacimento è stato tale che ne hanno vissuto e mangiato, a prescindere dal popolo bue che non ne ha capito la grandezza. L’antipatia è una roba molto metal.

Non si tratta di dare un giudizio di merito sulla loro caratura artistica perché, spesso e volentieri, persone sgradevoli hanno prodotto musica eccellente, evidentemente l’ispirazione prescinde dal carattere e dalle qualità umane; la storia del rock è piena di brutti ceffi e stronzi patentati che hanno deliziato le masse con il proprio innegabile talento. Inoltre c’è una componente strettamente soggettiva da considerare, ovvero che un tizio che sta antipatico a me sta invece simpatico a te. Tendenzialmente però si può dire che alcuni individui raccolgono perlopiù consensi o dissensi (sempre di empatia personale sto parlando, non di qualità musicale). Ronnie James Dio, Chuck Billy, Chuck Schuldiner, Lemmy, ad esempio, sono generalmente ben visti, eroi della causa; e sai invece quanti hanno in spregio Steve Sylvester, Chris Barnes o Ozzy Osbourne, per dire? Continua a Leggere

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