Browsing Tag

poser

Articoli

Black Metal – il fascino, i media, il declino!

black metal

Non lo nego, anche io ho subìto il fascino del Black Metal, anzi, per esser onesto, ci fu un periodo della mia vita durante il quale non ascoltavo altro. Conoscevo band che a tempi erano davvero underground: Limbonic Art, Osculum Infame, Sorhin, Setherial, Thus Defiled, Dodheimsgard e molti altri. Erano il mio pane quotidiano. Ovviamente Emperor, Burzum, Satyricon, Immortal, Marduk e Dissection erano i miei preferiti e non disdegnavo i primi Cradle of Filth o i primi Dimmu Borgir. Con la mia band del tempo registrai anche un demo tape nel 1999 che ricevette ottimi riscontri, quindi potete capire che il genere mi piaceva davvero tanto, lo vivevo, ci credevo. Continua a Leggere

Editoriali Pascolando

I Batushka sono roba da poser

Allora se ho ben capito nel momento in cui il (credo) cantante dei Batushka m’è passato accanto con la maglia tutta griffata del gruppo, posso dire di aver visto un poser? Va beh che i Batushka SONO il black metal dei poser, ma torneremo sull’argomento.

E con un post simile l’articolo si scrive da solo, anzi è già concluso. Cos’altro aggiungere? Signori questa è la perla definitiva, che ti chiede a gran voce ‘Nibiru, o chiunque per lui, ti prego ripulisci la feccia da questo pianeta’.

Se c’è qualcosa che odio al mondo, oltre i gabbiani, sono quelli sempre pronti a esasperare tutto. Uno pensa che tipi così se ne trovino nella religione, la politica, lo sport, ma vi assicuro che stanno anche nel metal! Di solito sono quelli che esordiscono con frasi tipo ‘il metal è il miglior genere musicale’, manco avessero sentito tutta la musica possibile prima di decidere che è così. Per dire, sfido qualsiasi metallaro a dimostrarmi di aver mai ascoltato i dischi dei canti indiani che vendono durante le fiere di paese.

C’è parecchio che avrei da spiegare a queste persone: tipo che il black metal nasceva proprio con l’intenzione di fare i dindini suonando il vero “death metal”; poi il nome black metal venne fuori in un secondo momento. O che Dead s’è sparato in testa non tanto per il KVLTO, ma perché con la sola musica non aveva manco un piatto di pasta da mangiare (tutto documentato ragazzi). Se suoni il tuo obiettivo è andare live e vendere dischi. I Mayhem del resto quando potevano ne facevano di concerti.

Se suoni musica è perché vuoi che qualcuno ti elogi, che le case discografiche ti diano il contratto e le funz ti cadano ai piedi. Chi dice il contrario è uno sfigato che non ha mai sfondato, prova invidia per chi ha successo e semplicemente gli rode dentro fino a provocarsi un ulcera e per non spararsi come Dead, si convince che il trve black metal è quello vissuto nello sgabuzzino dei propri genitori. Al massimo io lo chiamo nerd metal.

Forse gli unici che riescono a corrispondere alle sue richieste sono i Darkthrone. Ma no, loro i dischi li producono bene e li vendono anche alla Feltrinelli. Sono dei POSER! Cazzo te ne fai d’un glass master quando puoi masterizzarti il cdr, o ancora meglio ripparlo su musicassetta usata e venderlo nell’angolo della strada ai tuoi amici.

In sto troiaio non ci crede più nessuno, tranne quel fan convinto che suona sempre nel solito locale col corpse paint.

Perché il vero (in)successo d’un attitudine anti commerciale è proprio non avere legami con alcuno, creando un concept così di culto da essere antistante all’ambiente sociale stesso, vivendo in un microcosmo chiamato cervello del pazzo che vive in quella casa abbandonata, cui nessuno verrà mai a scrutare, senza anche solo conoscere la parola black metal. Ma se ha sfondato un motivo c’è: che il kvlt come dite voi non esiste.

Quando andai a vedere il black metal live

Comunque io il black metal sono andato a vederlo dal vivo; Lunedì.

I Batushka hanno calcato la penisola italiana questa settimana, la cui prima data nostrana è stata in quel di Bari al Demodé.

Ora lungi da me criticare i tour, ma le scelte infrasettimanali sono un terno al lotto, e infatti forse un flop di pubblico non è stato, perché eravamo ‘nella media’ per quanto concerne l’affluenza (seppur meritassero di più), ma la qualità dello stesso è altalenata tra ‘oh c’è quel mio amico’ a ‘se non la smetti, ti strangolo’.

Non è un live report, è l’articolo domenicale, quindi mi sfoghero sulle retrovie del palco, perché tanto i Batushka li posso riassumere con un semplice:

Sono gli hipster del black metal, ma live hanno comunque la loro resa. Per avvalere questo concetto, uno screen dal loro instagram. Alla faccia del kvlto.

E la madonna!

È successo la mattina dopo il concerto. La mia amica mi fa: ‘Cavallo, guarda qua’. E mi passa un profilo instagram appartenente a uno dei Batushka. Selfie mascherati, foto alla birra, tette e stories al vaticano.

Se qualcuno pensava il black metal fosse morto, ora ne ha la certezza.

Hipster black metal

Iniziamo dal bordo palco, che è dove mi sono appostato. Basta bambini ai concerti. E non parlo di quei genitori che portano il figlio in groppa, con le cuffie isolanti per non danneggiargli l’udito, in cui cercano di tenerli alla larga da mode come la trap e Fedez, ma di bimbi con la maglietta dei Metallica che agitano la testa perché è metal.

Ma sei stato pure tu un bimbo minkia. Certo, ma posso sfraganarmi le palle se vedo una bambina che mentre i Batushka intonano un canto liturgico agita la testa manco stessero suonando i Brutal Truth?

Poi vorrei dire al tipo dietro di me, ho capito che ti piacciono i VajaSS, ma porco il clero, c’è bisogno di farmi il coro della chitarra nell’orecchio? Il cazzo di coro della chitarra nell’orecchio. Ma dove cazzo sono finito, a un concerto di Tiziano Ferro?

Accompagnare ogni pausa con musica rap… elettronica… insomma, non metal, è una scelta azzardata, se non una gran cagata.

E concludo con le due/tre ragazze ai Batushka. Stanno suonando, ho capito che non v’interessa molto e siete quelle tipe che ascoltano il metal ‘particolare’, perché ascoltare i Behemoth è da normalfag per voi, ma non puoi rimanere 3/4 di concerto a parlare dietro le mie spalle, con un tono vocale superiore alla band, del tuo fidanzato e della tua vita privata. Esci, sfogati e torna. Cazzo di problemi ha la gente che fa i discorsi con gli amici a bordo palco?

Come quella gente che sto al concerto, mi prende per il collo e inizia a volermi raccontare i suoi problemi, o mi canta sopra al cantante come se fossi più interessato a lui che al concerto stesso.

NO. NON ME NE FREGA UN CAZZO!

Un lato positivo

Il lato positivo è che i Batushka non capiscono l’italiano, o qui si sarebbe scatenata una rissa/scendo dal palco e ti meno.

Concerto finito, il pubblico saluta battendo le mani e poi lui, il tipo con vans e maglia della nike per fare il FAIGO con gli amici, pensa bene di lanciare il commento del secolo, una battuta che non sentivo da quando andavo a scuola.

GRAZIE PROFFEZZO!

Pronunciato con forte accento barese aggiungerei.

Con la faccia nascosta tra le mani mi dirigo con la mia amica fuori dal locale, pensando cosa abbia mai fatto di male oggi per cotanto trash. Perché seppur una band come i Batushka sia capace d’incantare chiunque, quando dei tipi dietro di te non la smettono di parlare dei cazzi propri, qualsiasi concerto è rovinato per sempre.

Editoriali Pascolando

Ma Burzum è roba da poser?




28 Novembre 2012.

Sono alla stazione, sotto la pioggia, mentre le mie orecchie si deliziano per la milionesima volta con “Filosofem” di Burzum, album capace di rimandare i miei neuroni ormai morenti a ricordare perché il black metal, persino il depressive, debba qualcosa più a Varg Vikernes che a Nattramn dei Silencer e, comunque, anche a lui dobbiamo più di qualcosa. Continua a Leggere
Articoli Fatal Report

Heavy Eva e gli Dei del Black Metalz

Il sangue di Satana ricada sulle vostre teste! Quello che non cade bevetelo tutto. Satana è il mio pastore e con lui non manco di nulla. E se mi mancherà un caprone lo troverò dai Venom.
Non è che io abbia un cattivo rapporto con il Black Metal ma dopo un po’Satana e le sue legioni iniziano un tantino a rompermi. E considerato che i Satyricon sono la band più odiosa che abbia mai incontrato nella mia vita (capaci quasi di farmi rimpiangere i Manowar) quando mi rompo, mi rompo, ecco!
I Satyricon non sono normali. O meglio lui, “Strillo marcio”, il cantante, non lo è.  Continua a Leggere