Il panorama musicale tra la fine degli anni 70 e l’inizio degli anni 80 fu un periodo di profonda trasformazione. Il declino del rock progressivo mainstream, che aveva dominato la scena del decennio precedente, lasciò spazio all’irruenza del punk e alle sonorità sintetiche della new wave, nonché alle istanze più rumorose dell’heavy metal.
Le suites barocche, i brani da venticinque minuti, gli arzigogoli strumentali e le scorribande sugli strumenti vennero accantonate dai gusti del pubblico, che nel decennio più edonista e disimpegnato della Storia, ambiva a un universo sonoro più accattivante, semplificato e meno cervellotico. Sul perché e sul percome ne parleremo diffusamente in futuro sicuramente.
Tuttavia, in questo contesto di drastico cambiamento, si assistette anche alla riemersione di un rinnovato interesse da parte di una piccola frangia di nostalgici, poiché nella musica nulla muore, semplicemente sparisce dalle classifiche e si rituffa nelle dimensioni più sotterranee e meno commerciabili. In sordina, piano piano, emerse una nuova evoluzione, registrata come Neo Prog. IQ, Pallas, Castarnac, Pendragon, Twelfth Night e altri neofiti rilanciarono in campo la palla del Progressive, seppure lontano dalle top ten. In questo scenario dinamico si formò ad Aylesbury, nel Buckinghamshire, una band destinata a diventare una figura di spicco di questa rinascita: i Marillion.
La storia della band inizia nel 1977, quando il batterista Mick Pointer si unì a una band chiamata Electric Gypsy, che comprendeva anche Doug Irvine al basso. Questa prima esperienza musicale segnò l’avvio di una collaborazione tra i due, che si sarebbe rivelata fondamentale per la nascita dei Marillion.
Alla fine del 1978, Pointer e Irvine decisero di lasciare gli Electric Gypsy per formare una propria band, inizialmente battezzata Silmarillion, in omaggio al libro di Tolkien. La prima incarnazione del progetto fu un gruppo strumentale che tenne un solo concerto a Londra e comprendeva Neil Cockle alle tastiere e Martin Jenner alla chitarra.
Nel 1979, la line-up cambiò radicalmente con l’arrivo di Steve Rothery alla chitarra e Brian Jelliman alle tastiere, affiancando Mick Pointer e Doug Irvine, che in questa fase si occupava anche della voce oltre al basso.

Tale formazione tenne il suo primo concerto il 1° marzo 1980 al Berkhamsted Civic Centre nell’Hertfordshire. Proprio in questo periodo, secondo Pointer, il nome della band fu abbreviato in Marillion, per evitare problemi di copyright con il loro conterraneo.
All’inizio del 1981, Fish (Derek William Dick) entrò in scena come cantante, sostituendo Doug Irvine. E da qui in poi interromperemo le agiografie, la “wikipedanteria”, per tuffarci nell’epopea misteriosa e complessa della vasta e nebulosa pletora di registrazioni di demo su nastro. Vogliamo approfondire infatti il songbook più sconosciuto e primordiale dei Marillion: ciò che fu inciso prima del debutto su disco ufficiale.
Sebbene non rappresenti il fulcro narrativo della storia, bisogna partire dal germe dei Silmarillion. In un’intervista del 2019, Pointer ha infatti sostenuto che numerose canzoni dei Marillion nascono nelle lunghe sezioni strumentali di quel progetto.
Il batterista cita al proposito Grendel, He Knows You Know, The Web e Garden Party come già “in nuce”, almeno in alcune sezioni di quelle primissime tracce dei Silmarillion. Pointer inoltre ricorda di aver consegnato il nastro a Doug Irvine, intorno al novembre del 1980, e di non averne più saputo nulla da allora. Molto del materiale iniziale di quel periodo confluì in Script For A Jester’s Tear.
Sebbene Mick e Doug si siano in effetti riconnessi in seguito, Pointer invitò Irvine a un concerto degli Arena nel 2018, ma non ci fu alcuna discussione riguardo ai demo perduti di “Silmarillion”.
Analiticamente proviamo a ricostruire tutto:
Alice: Questo fu il primo brano con le parti vocali di Doug Irvine, poche righe ispirate ad Alice nel Paese delle Meraviglie incastonate nella sua lunga parte strumentale. Con Fish divenne “Snow Angel”, per poi essere infine riciclata nel lungo finale di “Forgotten Sons”. Su alcuni bootleg, il brano è intitolato “You’ll Never Return”, da un verso presente verso la fine.
Close: Un’altra canzone che vedeva Irvine come vocalist; “Close”, si trasformò immediatamente in “The Web” con l’arrivo di Fish. L’arrangiamento e le progressioni di accordi e melodie rimasero in gran parte immutati fino alla sua comparsa su “Script For A Jester’s Tear”. Il brano è indicato come “Anyway” in almeno un’occasione, un riferimento ai suoi versi iniziali.
The Haunting Of Gill House: Dell’epoca Fish, questo strumentale gotico divenne un brano intitolato “Skyline Drifter”, ma fu infine scartato, a eccezione di un riff di tastiera che divenne l’introduzione di “Garden Party”. (Fu brevemente chiamato anche “Silver Drifter”, oltre a un titolo scarabocchiato sul foglio di un testo originale di Fish: “Machine Hawks”). Dal vivo, era un pretesto per il tecnico del suono Christopher “Privet” Hedge per far esplodere effetti pirotecnici. La maggior parte dei bootleg intitola il brano “The Haunting Of Gill House”.
Herne The Hunter: Un altro strumentale contenente i testi di Fish ma che non sopravvisse a lungo nella scaletta dei concerti della band. Né fornì parti per canzoni successive, sebbene condivida alcune somiglianze con “Grendel” e “Three Boats Down From The Candy”. In “Market Square Heroes”, Rothery lo chiama “Hare And The Hunter” e si riferisce a esso come al tentativo della band di creare una “leggenda popolare”. Herne the Hunter è una figura del folklore inglese, un fantasma associato alla Windsor Forest e al Great Park nella contea del Berkshire e la figura a cavallo sulla primissima maglietta autoprodotta dai Marillion nel 1980 è comunemente intesa come Herne.
Lady Fantasy: Un brano molto retrò, con una voce settantiana di Irvine. Sotto Fish divenne “Madcap’s Embrace”, ma fu infine abbandonato del tutto. Su un bootleg è intitolato “Lady Ramsay”.
Scott’s Porridge: Occasionalmente indicato come “Scotch Porridge”, presumibilmente perché è una jam su “Scotland The Brave”, si tratta di un frammento di improvvisazione strumentale. Sarebbe stato raffinato e modificato in “Margaret” durante l’era Fish. Fu anche brevemente chiamato “Margaret Gets Her Oats”; in entrambi i casi il titolo è un riferimento al furgone Commer verde della band.
The Tower: Questa canzone perduta fu riciclata in “Grendel” con l’arrivo di Fish, ma se mai fu messa su nastro, quella registrazione non è mai trapelata e si presume sia andata perduta da tempo. Alcune descrizioni la stimano a ventun minuti di durata, sebbene mai confermato. Fish la descrive come lunga otto minuti nelle sue note di copertina del 1997 per “Script”. Poiché ha sempre affermato che altre sezioni furono aggiunte a “The Tower” per creare “Grendel”, è ragionevole supporre che fosse più breve di “Grendel”, che dura circa diciassette minuti.
Le nebbie si diradano quando si inizia a parlare di demo tapes dei Marillion, in quanto la documentazione e la certificazione è storicizzata. Una delle prime testimonianze sonore dell’esistenza dei Marillion è il demo Spring, registrato nel marzo del 1980 presso The Enid’s Studio a Hertford.
Questa sessione rappresenta una delle prime incursioni della band nel mondo della registrazione. Tra i collezionisti circolano due versioni distinte di questo demo. La prima presenta quattro brani: The Haunting of Gill House, Herne the Hunter, un pezzo senza titolo noto come Scott’s Porridge (che in seguito fu anche chiamato Scotch Porridge e Margaret Gets Her Oats) e Alice (originariamente intitolata Alice Through The Looking Glass).
La seconda versione, invece, sostituisce Scott’s Porridge con una versione strumentale di Alice. Questa variazione suggerisce una fase di sperimentazione e un potenziale focus sull’aspetto strumentale del brano.
È interessante notare che, a eccezione di Alice, che vede la partecipazione vocale di Doug Irvine, tutti gli altri brani sono strumentali. Ciò evidenzia la formazione della band prima dell’arrivo di Fish e offre uno spaccato del loro sound con un diverso cantante.
Entrambe le versioni del demo del 1979 e del 1980 contengono accenni di Mellotron, suonati dal tastierista Brian Jelliman. La presenza di molteplici versioni di Alice nel demo Spring indica che questo brano era un elemento centrale nel repertorio iniziale della band e subì un’evoluzione significativa anche prima dell’ingresso di Fish.
La band potrebbe aver considerato Alice un pezzo chiave per definire la propria identità musicale, esplorandone diverse sfumature attraverso arrangiamenti vocali e strumentali.
L’iniziale enfasi sulla musica strumentale, con l’eccezione di Alice, potrebbe riflettere una priorità data alle capacità tecniche dei membri, una caratteristica comune nel progressive rock.
L’inclusione della voce di Doug Irvine in Alice forse rappresenta un tentativo di integrare un elemento vocale in un contesto musicale prevalentemente strumentale.

Nell’estate del 1980 (precisamente il 6 giugno 1980), i Marillion registrarono il demo Summer, ancora una volta presso The Enid’s Studio nell’Hertfordshire. Questa sessione testimonia un ulteriore sviluppo nella composizione della band. Il demo include tre tracce: Close, Lady Fantasy e un’altra versione di Alice.
La riapparizione di Alice e Lady Fantasy sottolineano la loro continua importanza nel repertorio della band. Un aspetto fondamentale di questo demo è che parti di Close furono successivamente rielaborate e integrate in brani più noti come The Web, He Knows You Know e Chelsea Monday.
Questo rivela un’importante fase di genesi per alcune delle canzoni più iconiche dei Marillion. Inoltre, Lady Fantasy era basata su un brano degli Electric Gypsy. Anche il “Summer Demo” presenta accenni di Mellotron , confermando la strumentazione tipica di quel periodo. La trasformazione di Close in diverse tracce successive indica un periodo di significativa rifinitura creativa e l’identificazione di temi musicali forti che potevano essere ulteriormente sviluppati.
Le idee musicali fondamentali presenti in Close furono ritenute abbastanza valide da essere sviluppate ancora e integrate in tre canzoni distinte, suggerendo un processo di elaborazione di concetti musicali di base e l’esplorazione delle loro varie possibilità. La volontà della band di rivisitare e rielaborare materiale precedente, suggerisce un approccio metodico e iterativo alla composizione, in cui le idee non venivano necessariamente scartate ma piuttosto affinate e riutilizzate.
Un momento cruciale nella storia dei demo dei Marillion è rappresentato dalla sessione del 18 e 19 luglio 1981 presso i Roxon Studios di Oxford. Questa registrazione fu prodotta da Les Payne e segnò la prima vera esperienza della band in uno studio di registrazione professionale. Il demo Roxon includeva le prime versioni di He Knows You Know, Garden Party e Charting the Single.
Queste canzoni avrebbero poi fatto parte del loro album di debutto e dei primi singoli. La formazione per questa registrazione comprendeva Steve Rothery alla chitarra, Mick Pointer alla batteria, Diz Minnitt al basso e Brian Jelliman alle tastiere, con Fish alla voce. Egli stesso ricorda che la sua prestazione in questi demo era un po’ raffazzonata.
Nonostante sia stato rifiutato da tutte le principali case discografiche dell’epoca, gli arrangiamenti presenti in Roxon erano molto simili a quelli che sarebbero apparsi sull’album Script For A Jester’s Tear.
Questo evidenzia la validità del materiale anche nella sua forma embrionale e la miopia delle case discografiche di quei tempi. Il terzo demo rappresenta la solidificazione del suono distintivo dei Marillion.
Il fatto che gli arrangiamenti fossero così vicini a quelli dell’album di debutto suggerisce che la loro direzione musicale era in gran parte definita a questo punto. L’arrivo di Fish portò uno stile vocale e un comparto lirico distintivi che divennero parte integrante dell’identità dei Marillion. Il ruolo di Les Payne come produttore di questo demo fu significativo, fornendo alla band la loro prima esperienza professionale in studio e probabilmente influenzando il suono e la qualità di queste registrazioni iniziali.
Il fatto che Fish lo ricordi ancora con affetto sottolinea l’impatto positivo di questa collaborazione.

Un altro demo significativo è quello registrato il 6 settembre 1982, noto come EMI Demo. Questa registrazione fu probabilmente realizzata con l’obiettivo di ottenere un contratto discografico con la prestigiosa label. Il demo includeva Market Square Heroes e Three Boats Down From The Candy.
Questi brani sarebbero diventati il singolo di debutto dei Marillion, mostrando il loro potenziale a un pubblico più vasto. La formazione in questo periodo comprendeva Fish, Steve Rothery, Pete Trewavas, Mick Pointer e Mark Kelly, che aveva sostituito Brian Jelliman nel 1981.
Market Square Heroes fu pubblicato come singolo nel 1982 segnando la transizione dei Marillion da band locale a gruppo musicale professionale per una major discografica.
L’analisi di questi demo tape rivela una notevole evoluzione musicale nel corso dei loro primi anni. In particolare evidenziando un rapido sviluppo del suono distintivo del gruppo dopo l’arrivo di Fish, il quale permise di evolvere i temi lirici dagli elementi più fantastici delle prime tracce ai temi più personali e introspettivi delle successive. Una molteplice girandola di musicisti avvicendatisi in un paio di anni non ha impedito la dispersione dello stile che Pointer aveva in mente, coadiuvato da Rothery e poi ampliato da Kelly e Trewavas e raffinato in diamante puro da Fish. Noi finiamo qui, ma per tanti il dopo è il vero inizio sulla storia del Giullare.

