Pisciatine – Una riflessione sul simpatico fenomeno social

Oggi vorrei occuparmi di una cosa che mi intriga. Sia chiaro, questa non è una lamentela verso i lettori che ci seguono su Facebook, ma più una riflessione riguardo certi comportamenti social, che non riesco a spiegarmi e che trovo interessanti. Allora, chi segue il blog sa che amiamo distinguerci da webzines e roba simile, quindi in genere non postiamo recensioni comandate, monografie cerimoniose e superficiali, ce ne freghiamo degli anniversari e le retrospettive d’occasione, non “cavalchiamo” l’onda polemica, semmai proviamo a provocarne una nuova e talvolta ci riesce pure.

Possiamo non piacervi, sappiamo che c’è gente che vorrebbe saperci ridotti a bistecche in qualche macelleria toscana o pugliese, ma persino i più irritati detrattori non possono negare che cazzo, scriviamo di brutto e che i nostri pezzi sono fatti bene e tentano soprattutto di approfondire, scavare, creare connessioni originali… siamo delle grandissime seghe e va bene così. I nostri articoli non sono per tutti.

Usiamo parole difficili, tra un punto e l’altro mettiamo periodi così lunghi che di sicuro il lettore medio di una webzines metal rischia di annegare in un mulinello sintattico prima ancora di scrivere “respect!”.

E nonostante questo condividiamo le nostre robe su facebook e nonostante questo riceviamo pure dei commenti su facebook.

Ora, è palese che quasi nessuno di quelli che scrivono sotto i post in cui condividiamo i nostri pezzi, perde tempo a leggere, non dico gli articoli sul blog, ma addirittura il frammento estrapolato e messo prima del link, come trailer.

Si capisce dai commenti stessi.

Alcuni sono lunghi e interessanti, ma è chiaro che chi li scrive non ha alcun interesse a confrontarsi con i nostri contenuti DOPO aver letto cosa abbiamo scritto nell’articolo. Gli basta il titolo e già sono lì a dirci che non si trovano d’accordo… “con il titolo”. Gli facciamo notare che il titolo è provocatorio e che il pezzo invece sostiene l’esatto contrario. Non rispondono altro e svaniscono nel nulla fino al prossimo titolo fuorviante con cui non si troveranno d’accordo.

Ci sono anche lettori che davvero leggono e si complimentano e noi ci illudiamo che siano sinceri, anche se a volte commenti come “gran pezzo, complimenti!” lo scrivono pochi secondi dopo la condivisione dell’articolo su facebook, che avviene pochi secondi dopo la pubblicazione, quindi pure quelli vanno col titolo, sulla fiducia, così come molti altri vanno sulla sfiducia e ci danno torto ancora prima di capire di cosa abbiamo scritto, che quindi non gli interessa punto.

Ma i commenti che davvero ci fanno impazzire e che sono l’oggetto di questa blablata che state leggendo sono quelle che io, Marco Grosso e altri equinidi della stalla chiamiamo tecnicamente LE PISCIATINE.

C’è gente che  nonostante sia completamente disinteressata ai nostri pezzi condivisi, non riesce a evitare di fermarsi un momento e lasciare la propria sentita pisciatina. Per dire, io scrivo un articolo lunghissimo sugli Winger, analizzo i primi album, sostengo una tesi che trovo audace e controversa, ci lavoro per un mese e mezzo e spero che altri fan dei Winger come me, abbiano voglia di confrontarsi con quanto ho scritto. Pubblico il mio articolo, che è un saggio in piena regola, ma mi guardo bene dal dirlo in giro. Lo condivido su facebook e…

Attendo. Passano delle ore, giorni. Poi ecco, scorgo la prima notifica. Vado a vedere subito e trovo questo: “Ehi, grande band, la sentivo parecchio nel 1992”. Dopo due settimane ne arriva un’altra: “Sempre fatto cagare i Winger”.

Ora, io rispondo “grazie per il contributo” ma sono ironico e molto scazzato. Mi sono fatto il mazzo un mese e tu arrivi e scrivi “Sempre fatto cagare???” Va bene, ci sto, ma almeno cogli l’ironia della mia risposta. Invece ecco che arriva un altro commento dal tizio: “Figurati, quando posso lascio un commento…”

Si tratta di un fenomeno che  davvero non mi spiego. Se non te ne frega un cazzo del mio pezzo e dell’argomento, perché devi fare la tua pisciatina ai piedi del post? Perché è solo quella, capite? Non produce conversazione, non suscita il minimo interesse in nessuno. Li ascoltavi e ora non lo fai più? Esticazzi. Ti piacciono molto. Risticazzi. Hai conosciuto il chitarrista e hai il plettro nel cassetto del comodino accanto al vibratore di tua moglie? Aristigrancazzi.

Sul serio, peggio del silenzio e dell’indifferenza totale ci sono ste pisciatine.

Perché devi scrivere qualcosa sotto il post anche se non leggi il post per intero e non te ne frega un cazzo di cosa ho scritto io? Cosa ti suscita un tale bisogno?

Eppure è così. Le pisciatine arrivano sempre, per fortuna. Almeno quelle, eh? Io in fondo le accolgo con sportività. Pubblicare articoli su facebook è come declamare poesie dal finestrino di un vagone della metro in corsa, quindi è quasi impossibile che qualcuno ti senta, ti capisca e ti apprezzi in quel nano secondo sommerso di sferragliante rumore.

Ma devo ammettere che non ho un’idea migliore per cercare lettori. Sul blog ne arrivano a migliaia, ma sospetto che sia per i tag Jenna Jameson e GG Allin. In fondo scrivo una retrospettiva sugli Winger per tante ragioni, non solo per attirare l’attenzione di decine di boomer con il calendario Pirelli di Gianni Della Cioppa nel garage e la loro piccola e gonfia vescica da cagnolini da tastiera.