Metallari da Tastiera: Guida alla Disperata Sopravvivenza tra i Commenti di una Webzine Metal

In un’epoca in cui l’umanità ha conquistato la luna, svelato i misteri del DNA, decifrato la fisica quantistica e inventato il bidet, esiste ancora un angolo oscuro dell’internet dove l’evoluzione sembra essersi brutalmente arrestata alle amebe e ai celenterati: la sezione commenti della tipica webzine heavy metal italiana. In particolare una, che però non vi sveleremo, ma che forse indovinerete da soli.

Intanto, cari sdangheri, benvenuti nel meraviglioso e confortevole mondo dei metallari da tastiera. Se pensavate che i dibattiti sul cambiamento climatico o sulla politica fossero terreni fertili per discussioni accese, non avete ancora esplorato gli abissi di saggezza che si annidano nei commenti sotto un articolo della nuova ristampa in vinile di un album dei Metallica o del progetto solista di Kerry King. Prima di addentrarci in questa giungla tagliente e irta di lamiere arrugginite, armatevi di una buona dose di cinismo e di un impermeabile: le ondate di ignoranza, odio e ortografia creativa potrebbero travolgervi in un batter d’occhio.

Capitolo 1: L’Ortografofobia

Una caratteristica distintiva dei nostri impavidi eroi è una paura viscerale degli strumenti di correzione ortografica. Grammatica e punteggiatura sono visti come vestigia di un ordine sociale repressivo, confinamenti che soffocano il vero spirito del rock and roll. Perché prendersi la briga di usare un apostrofo correttamente quando puoi semplicemente ammassare parole in una frase incompremsibile che sembra più un incantesimo fallito di Dungeons & Dragons, un’evocazione di Cthulhu, che un commento su un album dei Carcass?

Capitolo 2: Il Settarismo Talebano

C’è qualcosa di affascinante nella maniera in cui i metallari da tastiera scelgono di dividersi in fazioni più minuziose di quelle di un gioco di strategia della Seconda Guerra Mondiale. Non basta essere fan del metal, bisogna legarsi anima e corpo a sottogeneri talmente specifici che persino gli artisti stessi sono inconsapevoli della loro esistenza. Ogni commento diventa un campo di battaglia, dove i fan del blackened folk symphonic post-metal con influenze grindcore difendono la propria integrità artistica dall’opprimente dominio del brutal melodic death metal con sfumature djent congolese, o l’immancabile “gilda” di teste vecchie che “il vero heavy metal è morto nel 1989”.

Capitolo 3: Il Criticazzo Musicale

Un altro personaggio tipico è il criticazzo musicale wannabe, colui che avrebbe potuto, se solo il mondo gli avesse dato una possibilità, rivoluzionare l’industria musicale con i suoi illuminanti commenti. Ogni album “non è come i vecchi lavori” e ogni band “ha perso la propria essenza”. Armato fino ai denti con termini tecnici di dubbia applicazione, questo Oracolo del Metal spazia dall’analisi di “batterie terremotanti”, “assoli al fulmicotone” fino alla metaforica dissertazione sulla perdita di identità del genere. Tutto, ovviamente, condito con un pizzico di nostalgia per quel concerto del ’87, a cui non ha assistito perché “ero a pranzo da zia Pinuccia”, ma comunque recensito “post mortem”.

Capitolo 4: La Polemica Infinita

Ma, sdangheroni, il vero divertimento inizia quando due o più di queste personalità si scontrano. Assistere a uno scambio di commenti tra due metallari da tastiera è come osservare una versione virtuale di un ring della WWE, solo che al posto dei muscoli qui si sfoggiano ego ipertrofici e collezioni di CD. Non importa l’argomento, dal “Miglior album di tutti i tempi” al “Chi è il vero Re del Metal”, ogni discussione è destinata a trasformarsi in un ciclone di insulti personali, teorie complottistiche e GIF di Paul Di’Anno che stringe la mano a Padre Pio volando insieme in un cielo pieno di unicorni.

Capitolo 5: Il Rimastone Personaggione

Convinto di essere “qualcuno” nel variopinto ambiente metallaro italiota, si è creato un personaggio degno delle Avventure di Pinocchio misto al marinaio del Tonno Nostromo, appellandosi a frasi campali tipo “Il sergente del rock”, “l’emiro del black” o “lo sceriffo del Thrash”. Qualcuno di loro ha scritto un libro sull’importanza esegetica delle custodie in finta pelle per il basso, forse nel 2004, e con quella pubblicazione tira a campare di presunta fama, oppure ogni santo giorno posta sui social che “mi hanno ringraziato nel booklet del secondo CD dei Samba Worm Inculation”, gruppo black metal cileno scioltosi appunto al secondo CD autoprodotto coi soldi della vendita di bamba nel bananeto della città. Il rimastone talvolta si veste con eleganti cinturoni di borchie, t-shirt smanicate e “battle vest” con seimila toppe. Ovviamente non si accorge che il nutrito seguito che ha sui social è lì solo per percularlo.

Capitolo 6: Il gossiparo superficialone

Commenta solo e soltanto le notizie di gossip dei big, quelle inutili e fastidiose, che dovrebbero essere abolite per legge, ma sono le uniche che fanno visual; Ozzy ha avuto la diarrea, Steve Harris ha parcheggiato la macchina e non ha pagato il ticket, Lars Ulrich ha guardato i Simpson in televisione al posto di Forum. Stop. Ovviamente con battute da terza elementare, ovvietà e cagate abissali. Questo determina il fatto che su certe webzine a queste notizie ci sono 1345 commenti, e zero su altre ben più succose e interessanti, che non essendo dei soliti quattro mega-gruppi, non vengono cagate e commentate da nessuno. Il metallone gossiparo poi ha sempre la rivelazione segreta, “lo zio del gommista di a mio cuggino mi ha detto che i Black Sabbath faranno un altro disco”, “il salumiere del cognato della suocera del roadie dei Sinister mi ha rivelato che gli Iron maiden cambieranno cantante, e Dickinson sarà sostituito da Mal”. Tra flame, botta e risposta e cazzeggi, la sezione commenti diventa più ignorante che le chiacchiere dalla parrucchiera a Carugate.

Capitolo 7: I Barbero della Storia del Metal

Possono trascorrere più tempo sulle pagine di Metal Archives e nei forum di discussione per correggere “imprecisioni” storiche a ignari folli che commentano, invece di effettivamente trascorrerlo ad ascoltare musica. La loro abitudine di riferirsi a date e fatti, anche con collezioni ammuffite di fanzine belghe del 1984, con precisione millimetrica è pari solo alla loro capacità di ignorare le opinioni altrui, poiché solo loro sono i depositari degli archivi galattici del metallo. Sanno a memoria la data di nascita del cugino del roadie del bassista dei Vulgar Inculation, ma non sanno distinguere un SI bemolle da un RE, una scala minore da un power chord. Attualmente scrivono anche su riviste cartacee o su note webzine, anche se non hanno mai capito un cazzo di armonia, composizione o arrangiamento.

E così, cari cavalloni selvatici, vi lascio esplorare il meraviglioso, pittoresco e un po’ malinconico mondo dei metallari da tastiera. Ricordate: navigare tra i commenti di una webzine metal è un po’ come fare bungee jumping in un lago di merda senza corda. Eccitante, sì, ma con un forte rischio di schiantarsi miseramente contro la dura realtà dell’internet moderno. Buon divertimento e, siate gentili, non alimentate i troll, diventatelo voi stessi.

(Marco Grosso)