“L’artista puro non fa politica”. “Di politica non parliamo, siamo musicisti”. “In questo gruppo social non si trattano tematiche politiche”.
![]()
E sin qui, si potrebbe anche pensare a una sana rivendicazione di libertà; il fatto è che la libertà non esiste allo stato puro, né vive di vita propria. Non è la libertà a tutelare i diritti di chi la rivendica; ma è piuttosto chi la rivendica a garantire la ragion d’essere della libertà.
Ne consegue che, concependo l’Arte come estrema Thule di ogni libertà umana, essa non può che coincidere con la più pura e idealistica delle attività politiche.
Ora, se ti professi disimpegnato o equidistante (magari per snobismo? Per paura? Per convenienza?), e poi vai di “girl power”
![]()
di banner arcobalenati, di testi vegani e di bandiere dell’Ue, non cagarmi il cazzo con il tuo disimpegno: perché tutta quella roba è molto più politica della “politica” in senso stretto.
Quindi, se da artista (o da editore, divulgatore ecc) avalli o peggio promuovi tali messaggi, non solo non sei né disimpegnato né equidistante, ma sei anche un gran leccaculo del regime.
Sia ben chiaro, tutto questo schifo non vige certo solo nel Metal o nella musica:

vogliamo parlare della scelta di attrici africane e fluide per il ruolo di Cristo nel remake della più grande rock opera di tutti i tempi, il Jesus Christ Superstar?! “Gesù era biondo e con gli occhi azzurri”, cantiamo su “I Tarocchi Della Vostra Sfiga”, supportati pittoricamente dall’effige donataci per l’occasione da Mario “The Black” Di Donato: e sì, proclamiamo tale scelta testuale e iconografica come rivendicazione politica.

E allora perché un Jesus Christ Superstar negro e fluido non dovrebbe essere considerato una presa di posizione altrettanto militante?
O vogliamo parlare del nuovo Superman, strumentalizzato dallo stesso regista come icona immigrazionista?
![]()
Ebbene, in questo ginepraio di perigliosi posizionamenti tutti politici, ci sembra di vederli quei molluschi sedicenti “disimpegnati” piroettare col mouse con la leggiadria d’una ballerina anoressica pur di evitare reaction inopportune che i loro capibranco potrebbero fraintendere.
Anche le zoccole sono “apolitiche” mentre fanno il pompino al sottosegretario sudaticcio e panzone prima che entri in aula a votare il provvedimento sulla prostituzione; ma almeno loro coi pompini ci campano. Qua, nel Metal e dintorni, si campa forse di musica? O piuttosto si è puttane nell’anima?!
A te la parola, caro collega sdangheriano…
G/Ab VOLGAR
—————————
BESTIA STE: Santa Madre del Santissimo Dio della Coerenza, perdona noi onesti criminali del regime del politicamente corretto per i peccati che siamo costretti a commettere, Porca la Puttana, Amen. (Antica preghiera dei frati FrancescAni liberamente tratta da un film su cristiani russi incazzati, 2025 dopo CristoNeroTrans)
Momento sacro a parte, sono incazzato come una vespa sotto metanfetamina, chi mi conosce si potrebbe chiedere dove sta la differenza rispetto al solito, ma questa il mio odio viscerale se lo prende in bocca tutta la gran parte di comunità metallara/blackmetallara/deathmetallara/qualsiasistronzochedicediviveredipaneemusicaestrema, ma che a un certo punto, messo davanti a una data realtà musicale, grafica o artistica che sia, con tono di rinnovato e servile moralismo tipico delle settantenni fuori dalla chiesa la domenica, dice “Eh no… va beh questo è troppo, c’è un limite a tutto…”
EH INVECE NO ! PORCO IL SANTO PATRONO DEI PERVERTITI!!
Perché il metal, soprattutto nelle sue frange più oltranziste, cosi come altri generi estremi, vive e si nutre dal concetto stesso di sfondare i limiti imposti da CHIUNQUE. Quindi qualcuno mi spieghi in quale stracazzo di modo uno stronzo qualunque come me dovrebbe rispettare il blackster che si vanta di bruciare cattedrali, sacrificare neonati a satana, odiare il genere umano e di tanto in tanto sborrare su una bibbia, ma alla prima avvisaglia della famigerata POLITICA, allora no! C’è un limite a tutto.
Per intenderci:
Prostitute Disfigurement:” va bene dai è solo musica, mica sfiguriamo le zoccole veramente… (vale anche per i gigolo? Se no occhio che parliamo di misogninia neh…)”
Mille gruppi black metal: “Odiamo tutti, l’umanità una merda, tutti devono morire male (tranne gli ebrei se no sei antisemita, i neri se no sei razzista, i froci se no sei omofobo, le donne se no sei un patriarca despota, i bambini perché i bambini non si toccano e gli anziani perché sono dolci e fanno i video su tik tok in cui si tengono per mano)”.
Ergo per il blackster medio deve crepare solo il maschio bianco europeo tra i 20 e i 40 anni…
Ora, devo davvero rimarcare quanto cazzo siete ridicoli o ve ne rendete conto da soli?
Il punto è che la Morale woke del politicamente corretto è stata lanciata come Zyklon B, ed è stata così ben infimamente assimilata, che anche chi si reputa “ribelle”, esterno al sistema, senza accorgersene ne è rimasto comunque contagiato e ammorbato.
E il sintomo primario, seppur sottile è proprio in quel “eh va beh, questo è troppo”, che sembra innocuo, ma che grazie a questa apparenza da agnello sta distruggendo, sopprimendo e drogando, LIMITANDO l’energia distruttrice, antagonista, veramente ribelle di un genere di musica e di arte che esiste per distruggere e bruciare ogni forma di limite. E ciò equivale a ucciderlo.
Voi che fieri vi atteggiate a paladini della sacra giustizia nel metallo dicendo: va bene il black metal, ma SENZA politica, va bene cantare a un big festival di stuprare suore decapitate con crocifissi nel culo, ma al primo sentore di NSBM censurare tutti i gruppi, le collaborazioni con gli stessi e già che ci siamo anche le madri e le nonne di chi ha collaborato con le suddette band per stare tranquilli.
Amici vi svelo un cazzo di segreto: Censurare qualsiasi pensiero o idea imponendo di non fare politica, È ESATTAMENTE FARE POLITICA. O accettate l’idea di star facendo politica (oltretutto comportandovi come un qualsiasi totalitarismo a vostra scelta, mascherato da libertà e diritti per tutti), oppure la smettete di rompere il cazzo una volta per tutte. A voi la scelta…
Saluti e vaffanculo
BESTIA STE

