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2013

Finché morte non vi separi Recensioni

Finché morte non vi separi # 36 (Rubrica black, death, grind) In questo numero: Falkenbach, Deicide, Obliteration, Jasad, Pathology,

FALKENBACHAsa (Germania 2013)

Li conosco dal loro esordio del 1996 e non mi hanno mai entusiasmato. Ascoltavo 3, 4 canzoni per volta dei loro cinque album precedenti, ed ora la musica non sembra cambiata, quel che sono cambiate sono la maturità e la scorrevolezza dei nuovi pezzi e nella consigliata versione doppio cd la gradevolezza muta solo accrescendosi di parecchio nonostante il polistrumentista Vratyas Vakyas alla fin fine faccia sempre le stesse cose di sempre ossia del sano metallo vichingo, tra folk, black e un metal classicissimo. Più di qualche volta è giusto premiare la semplicità, la passione e la fedeltà.

5,5/6

DEICIDEIn The Minds Of Evil (Stati Uniti 2013)

Cerco sempre di non farmeli piacere, il che mi riesce piuttosto facilmente. Io a Glen Benton non do un centesimo e non glielo darei neppure se ne avessi migliaia di tonnellate di queste inutili e perforanti monetine. Figuriamoci… per reazione, ogni qualvolta lo sento nominare riesce a farmi riemergere persino qualche reminiscenza infantile cristiana. Continua a Leggere

Furia Cavallo del Nord Recensioni

Born to be islandese! FALKENBACH – Asa (Prophecy Records, 2013) La recensione del disco!

Dietro i Faklenbach c’è un tedesco che si crede islandese. E se non lui lo credono altri. Scrive testi in norreno, la lingua dei vichinghi. Così pare almeno, inutile che finga di capirci qualcosa. Spesso il metal ci costringe a fronteggiare argomenti assai complicati. Non è più solo una questione di combattere il fuoco con il fuoco, buttar giù il muro e sparare nel buio contro nemici invisibili di questo o di un altro mondo. Ormai la smania di riscatto che il genere riesce a esprimere così bene fin dal tempo in cui i Twisted Sister ci incoraggiavano ad alzare il volume contro i genitori cattivi e i Judas Priest ad attendere con pazienza l’arrivo di qualche dio del metallo che ci avrebbe vendicato per le angherie subite dai bulli in fondo alla strada… ormai quel senso di nobile resistenza di fronte alla tirannia di un destino avverso si è immerso in territori troppo colti, almeno nelle pretese. Vogliamo parlare del latinese delle band Norvegiofile? Continua a Leggere

La Truebrica del fantino Recensioni

AFI – Burials (Republic Records, 2013)

Magari oggi questo nome vi dirà poco ma una decina di anni fa, gli A Fire Inside stavano per diventare la next big thing, almeno secondo la stampa inglese che li pompò fin quasi a fargli esplodere il cervello. Partirono come una specie di versione aggiornata dei vecchi Misfits e poi furono chiusi, anche a causa di una schietta passione per la new wave, nel sacco del calderone emocore dei primi anni duemila. Continua a Leggere

Finché morte non vi separi Recensioni

Finché morte non vi separi # 33 (rubrica black, death, grind) In questo numero: Lack Of Truth, Kataklysm, Nocturnal Fear/Seges Findere, Hail Of Bullets, Blodsgard!

BLODSGARDMonument (Norvegia 2013)

È un periodo in cui sto scandagliando dettagliatamente l’usbm (United States black metal) però  c’è qualcosa che non quadra: gli americani pur creando una scena, se così la si può definire, abbastanza complessa e curiosa, si deve constatare che il black non lo sanno spesso fare così bene. Meglio ritornare sui propri passi ogni tanto. Senza il consiglio di Domenico Tozzi, titolare dell’etichetta The Oath, forse avrei purtroppo perso questi Blodsgard nei meandri labirintici della vasta e frazionata scena black mondiale. Black nordico e canonico? Sì ma provate voi a fare un disco così se ne siete in grado e poi se si vuole proprio fare i puntigliosi in questi 42 minuti oltre ad avere la possibilità di sentire la versione più spigliata dei Taake, ci sono dalla quinta traccia in poi diversi, riflessivi e cupi passaggi ambient e momenti dove la ficcante lentezza viene sfruttata con molta cura. Continua a Leggere

La Truebrica del fantino Recensioni

Blake – Taste Of Voodoo (Hype Productions, 2013) Recensione dell’album!

Non voglio fingere di saperne più di voi, fino a una settimana fa non conoscevo questa band. Finlandesi, di Helsinki, girano dal 2002 e hanno alle spalle cinque dischi di inediti più uno di cover. Non sono male e questo sesto Taste Of Voodoo si rivela un ascolto piuttosto piacevole: buona produzione, esecuzione impeccabile e una discreta attitudine birresca e ganza. Come stile siamo dalle parti degli ultimi Shinedown mescolati ai Monster Magnet del periodo hard rock di Powertrip. Non è poco, anche se a volte la scrittura scende a livelli modesti e prevedibili. Quando però stai per cestinarli ecco il brano fico che ti trattiene dal farlo. C’è un po’ di tutto: si va dal metal boogie alla diavola di In The Court al quattro quarti in stato di ebbrezza di The Teacher, che è uno degli episodi migliori assieme a Shine. Continua a Leggere

Finché morte non vi separi Recensioni

Finché morte non ci separi# 32 (rubrica black, death, grind) In questo numero: Reptilian Death, Shining, Impiety, Vomitous, Cranial Impalement/Necroptic Engorgement!

REPTILIAN DEATHThe Dawn Of Consummation And Emergence (India 2013)

A primo impatto danno delle buone sensazioni perché sfruttano dei tempi medio – alti molto potenti un po’ coreggianti, sembrano in parte i Septic Flesh epurati da qualsiasi elemento sinfonico, poi proprio la mancanza di quella genialità del gruppo greco si fa sentire e si somma ad una eccessiva ripetitività. Comunque sia vengono dall’India e solo per questo motivo meritano una certa attenzione e poi vedere quel “cristiano” induista dalla testa rasata e dal barbone folto da bramino che si è finalmente incazzato dopo soprusi e sevizie subite nella vita, fa un certo effetto! Continua a Leggere

Finché morte non vi separi Recensioni

Finché morte non vi separi # 27 (rubrica black, death, grind) In questo numero: Darkestrah, Ulcerate, Deeds Of Flesh, Amon Amarth, Saprogenic!

DARKESTRAHMahac (Kyrgyzstan 2013)
Sono in assoluto il miglior gruppo black asiatico e uno dei migliori in circolazione. Come sempre i pezzi contenuti nel disco sono lunghi, spaziosi, eterei, sinfonici, trascendenti, epici, tradizionalisti, tutti sfiorati da un certo senso di incanto e d’eternità. Accaparratevi a tutti i costi Epos del 2007, The Great Silk Road del 2008, la stessa cosa fatela con Mahac e se vi rimane qualche spicciolo, visto che ci siete, fate vostro pure il mini Khagan del 2011.
Furia Cavallo del Nord Recensioni

I Satyricon e i dischi salvati da una canzone – La recensione del nuovo album

va, amico, che belle le rondinelle su nel cielo!

Può una sola canzone salvare un intero disco? Direi di sì, altrimenti come mai parliamo ancora di Fireball dei Deep Purple o magari And Justice For All dei Metallica, Ram It Down dei PriestThe X Factor degli Iron Maiden o Like Gods Of The Sun dei My Dying Bride. Tanti e tanti ancora ce ne sono. Magari non sarete d’accordo con questa mia piccola lista e di certo ne avrete una vostra con cui non potrei essere d’accordo io ma non è questo il punto! Io so solo che alla mia aggiungo senza esitazione questo ultimo disco dei Satyricon. Continua a Leggere

La Truebrica del fantino Recensioni

RAGE & LINGUA MORTIS ORCHESTRA – LMO (NUCLEAR BLAST, 2013)

 

Immaginate un tipo di cinquant’anni che decide di tornare a parlare e agire come quando ne aveva diciotto, magari indossando gli stessi vestiti recuperati dal fondo dell’armadio, in barba alle evidenti digressioni lipidiche. I Rage non sono tra le decine di band storiche che cercano di arrancare a passo di paguro in direzione di quei suoni e quei riff del passato remoto. Continua a Leggere