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La Truebrica del fantino Recensioni

L’ultimo Amorphis non sarà mai ultimo di nulla!

Mi è successa una cosa, anni fa. Ho ascoltato gli Amorphis per circa un paio di mesi… o forse tre. Ininterrottamente. Andavo su e giù lungo la loro nutrita discografia alla ricerca di spunti, considerazioni, e mi segnavo tutto su un diario in vista di un articolo che avrei scritto. Sarebbe stato il pezzo definitivo sulla band finnica. Non me ne fregava una ceppa. Continua a Leggere

La Truebrica del fantino Recensioni

Forging The Elegy Of The Thousand Lakes – Specialone sugli Amorphis ! (parte 2)

 
CAPITOLO 3
Potrei sbagliarmi ma a me gli Amorphis hanno sempre dato l’idea di cantare la loro terra. Non intendo dire che siano folk, ma panici. Più folkloristici che folk, per chi coglie la sottigliezza e con questo non intendo sminuirli, sia chiaro. Al contrario, li esalto.
Il cantautore folk canta i piccoli aneddoti del popolino di provincia. Gli Amorphis cantano una terra vecchia come il mondo e le sue storie. La cosa è vera soprattutto oggi che hanno smesso di ricercare e si sono consolidati in una forma che, in qualche modo, racchiude in miracoloso equilibrio tutti i vari cambiamenti del passato. Gli Amorphis cominciarono imitando i Paradise Lost, si cimentarono nel progressive, lasciandosi influenzare non solo dalle band britanniche ma anche da realtà finniche sconosciute come Wigwam, Tasavallan Presidentti e Hednigarna: (questi ultimi sommariamente, i Dead Can Dance in chiave finnica). Hanno strizzato l’occhio alle istanze più immediate del revival stoner seventies e pasticciato la loro musica, con lo stesso candore dei bambini che giocano alle costruzioni Lego.E, proprio come quei bimbi, sono riusciti a concretizzare progetti che un architetto di grido può soltanto sognarsi. Continua a Leggere
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Forging The Elegy Of The Thousand Lakes – Specialone sugli Amorphis !

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di Emanuele Biani e Francesco Ceccamea

PRIMA PARTE – CAPITOLO 1

Mai come in questo caso, da quando scrivo i miei pastrocchi sulle band metal storiche, mi sento mosso da un senso di giustizia, per quanto possa valere. Non sono il tipo che ama dire cose tipo: I Guns N’ Roses? Ma ascoltate i Kix e capirete chi è stato veramente grande! Le menate retoriche sulla mancanza di meritocrazia nella musica come in tutto il resto (del resto) la lascio ai topi da viniloteca, a nostalgici e bastiancontrari, perché io credo che nella musica rock la maggior parte dei veri grandi siano riusciti a raggiungere il pubblico e ad aver ottenuto la considerazione che meritavano.

Non so se sia dipeso dalla ricchezza incredibile di band esplose nella prima metà degli anni ’90, periodo che per molti è visto come l’olocausto del metal vero a favore del grunge rock e l’alternative, mentre nella realtà è una specie di Rinascimento creativo impareggiabile. È un fatto però che gli Amorphis non se li cagò quasi nessuno. Un momento, le riviste e la gente si accorsero di loro e sicuramente dischi come Tales From The Thousand Lakes o Elegy ancora oggi possono comparire nella classifica nei migliori 100 album death metal, o metal in generale. Però sia agli esordi che nel corso degli oltre vent’anni che girano, sono sempre rimasti un gruppo inspiegabilmente di seconda fascia, mentre invece si tratta di una grandissima band alla stregua di Paradise Lost, Tiamat, MDB, Anathema. Chi sono gli MDB? My Dying Bride, ok? Continua a Leggere