C’è la reunion dei Twisted Sister e giù a brindare. C’è la reunion dei Candlemass con Messiah Marcolin e vai, si festeggia. I primi presero per il culo Ozzy perché lui aveva fatto il No More Tour e poi ci aveva ripensato (mentre loro stavano sul serio facendo i concerti di addio, quello vero). I secondi hanno ribadito più volte che non sarebbero mai tornati a suonare con una (cito) testa di cazzo ingestibile. Per me sono due pessime notizie che confermano quanto la coerenza sia un lusso e non dipenda dall’alto senso morale che alcuni nostri beniamini sbandierano da quel dì, vedi Dee Snider. Soprattutto ribadiscono la connivenza bovina di una gran parte di pubblico, sempre pronto a premiare qualsiasi ritorno, anche se tecnicamente incapace di restituire le sensazioni e l’intensità del ricordo e di ciò che è ormai storia andata. Il metal è una forma d’arte che richiede una fisicità prestante, così come per esempio il balletto o il teatro, non c’è nulla di male in questo ma bisogna rispettare anche l’elemento muscolare o la si paga. Nessuno avrebbe mai preteso che Gassman recitasse la parte di Amleto a 80 anni. Certo lui poteva fare il generale Ahab o Socrate prima di morire, ma non è questo il punto. Il metal non è un posto per vecchi.
Ogni volta che mi capita di vedere foto di band anziane ancora sul palco, dopo l’ennesimo tour di addio, immagino di tornare indietro nel tempo e mettere davanti al grugno delle stesse persone, giovani e incazzate, le medesime foto. Mi domando che reazione avrebbero. Io penso che cambierebbero subito mestiere, realizzando per prima cosa che quello della musica metal non può essere un mestiere fino alla pensione e che se lo diventa tanto peggio per chi ha questa sfortuna.
Non chiedete, voi che ancora pagate per vedere certi scempi geriatrici sul palco, un nuovo album a questi poveri vecchi, di quello non vi frega nulla. Voi volete che si rimettano ancora una volta a sgroppare dal vivo su canzoni del passato e questo è terribile. Che gusto avete ad assistere a una roba tanto triste? State umiliando il metal e non ve ne rendete conto.
Se volete aiutare i Candlemass a tirare avanti ora che non sono più in grado di fare certe cose dal vivo, aprite un conto e riversate le vostre paghette natalizie su quello e rinunciate all’ennesima ristampa in vinile quadro di Mob Rules. Inviate soldi alla vostra vecchia band di fiducia e concedete a quei poveretti di fare cose da anziani quali sono, tipo andare ai giardinetti o divertirsi a suonare rock and roll in qualche birreria a tempo perso. Che senso ha costringere un gruppo vetusto a fare un tour? Avete idea di quanto sia dura andare in giro per i festival di tutta Europa o peggio a fare esibizioni nei locali per gente come gli Anvil? Dite di amarli e allora prendetevi cura di loro. Quella dei tour è una vita di merda che un settantenne non ha speranza di tollerare senza rovinarsi la salute. Ma voi vorreste ancora Rocky sul ring. Siete gli orribili ganzi degli anni 80. Questo revivalismo alla morte è tutto merito vostro.
E poi non si possono guardare sti vecchietti che sgambano, dai. Non è possibile per me tollerare Angus Young con quel velo di capelli bianchi lungo le spalle che ancora fa sì con la testa e alza i piede a rischio di rompersi la tibia o altro. Questo schifo va fermato.
La verità è che di loro oggi non vi frega un cazzo. Non sapete cosa farvene della musica che possono ancora realizzare. Voi volete il sangue dai vostri nonni. Voi chiedete l’umiliazione sul palco. Magari sono anche dei signori grintosi per una sera su cento, forse possono cavarsela col mestiere un concerto su 4, ma immagino che dolore e che fatica le altre sere in cui gli anni di troppo gli calano sul groppone e devono lo stesso tener duro per due ore di esibizione.

