Jason Newsted – Un buco all’italiana

Il 3 maggio scorso Jason Newsted si è seduto davanti al microfono di Dean Delray, podcast Let There Be Talk, e ha detto la cosa più scomoda che potesse ancora confessare. “Sono uscito dai Metallica nel 2001 perché avevo una grave dipendenza che mi avrebbe portato alla morte. L’ex bassista dei Metallica non specifica cosa (droga, alcool, ludopatia, antidolorifici?).

Trenta minuti di conversazione, senza autocensura senza ufficio stampa, senza filtri. La parola “addict” pronunciata da uno dei bassisti più importanti del genere, contro la più grande metal band del pianeta, in un’intervista lunga, intima, documentata.

La notizia ha fatto il giro del mondo nei giorni successivi. Loudersound, Guitar World, Yahoo, Consequence, Metal Wani tra il 5 e l’8. Persino Men’s Journal, che di metal capisce quanto io di pesca d’altura in Portogallo, hanno tutti riportato la sensazionale dichiarazione. Una cartografia compatta, redazioni anglofone che hanno ascoltato un podcast e hanno fatto il loro lavoro, cioè trascrivere, contestualizzare, rilanciare.

In Italia, sulle webzine metal niente. Cerco con due o tre stringhe, varianti, sinonimi. Provo le webzine note, sui blog di settore, sui canali che si autodefiniscono autorevoli.

Niente.

Il silenzio italiano non è una svista. È una radiografia precisa di un comparto inerte.

Per bucare una notizia di questa portata occorre un meccanismo preciso, che conosciamo tutti. La webzine metal italiana mediamente non ascolta podcast, non legge le trascrizioni, non cerca, non vigila. Aspetta. Apre la casella postale ogni mattina come si apre una cassetta di legno in un cortile di paese, controlla cosa è arrivato, traduce ciò che vale qualche click, pubblica anche ciò che non vale niente.

Date di tour, copertine, dichiarazioni di terza mano filtrate da uffici stampa che a loro volta ripetono comunicati altrui. La notizia come oggetto passivo, consegnato a domicilio, tipo sei uova dal droghiere.

Quando la casella postale non basta, c’è la fonte suprema, monoteistica.

Blabbermouth.

Il sito americano che da venticinque anni aggrega, sintetizza, riformula notizie sul metal. Basta un controllo lì ogni mattina, due righe tradotte, l’articolo è pronto e i commenti si sprecano, così come le visualizzazioni. Una redazione italiana che costruisce il proprio palinsesto su questa unica condotta diventa per definizione un’appendice coloniale, e quando l’appendice si stacca dal corpo smette di esistere.

Newsted ha parlato fuori dal canale. Blabbermouth, in quei giorni, evidentemente non l’ha messo in cima. L’Italia, di conseguenza, non ne ha mai saputo nulla.
Il buco è la confessione. La notizia mancata dice ciò che cento editoriali sull’identità del giornalismo musicale non riuscirebbero a dire.

Dice che non c’è ricerca, non c’è ascolto autonomo, non c’è gerarchia editoriale costruita su criteri propri. Dice che la stampa metal italiana è ferma al penultimo anello di una catena che parte da una stanza in California, passa per due o tre redazioni anglofone serie, raggiunge un aggregatore, e solo allora, eventualmente, scende a sud delle Alpi.

Quando un anello salta, salta tutto.

Jason Newsted ha raccontato di aver scelto la vita anziché la band più grande del pianeta. Materia umana, dolorosa, sporca. Il tipo esatto di notizia che dovrebbe interessare una stampa che si occupa di una musica che si dichiara, da quarant’anni, una questione di carne e verità.

Quella stampa, in Italia, non c’era. C’era una casella postale vuota.

E ora non venissero a dirci che era una news poco rilevante. Si tratta di uno scoop dolorosissimo e tremendamente scomodo, al punto che potrebbe esserci pure un pizzico di omertà nella svista di tutte, diciamo TUTTE, le webzine metal nostrane.

Si sapeva solo che Newsted avesse lasciato i Metallica per via dell’impegno parallelo con gli Echobrain, ma questo è solo un pezzo della verità.

Il celebre documentario “Some Kind Of Monster” ne esce ridimensionato, così come la band che eroicamente mostrava le macerie per farci capire quanto avrebbe saputo poi ricostruire.

In quel film ci raccontarono ciò che volevano farci sapere, come è ovvio. Sarebbe stato sano e soprattutto “vero”, filmare la scena in cui Jason chiedeva un break agli altri perché stava morendo e voleva ripulirsi una volta per tutte dalle dipendenze.

E gli altri, chi intossicato da una parte e chi dall’altra, gli dicevano di no e poi no, come tante altre volte, perché loro erano i capi e lui un impiegato di merda e i suoi casini non potevano interferire con l’andamento dell’azienda.

Ecco a voi qualcosa di veramente mostruoso, non vi pare?

Altro che James che smette di bere o Ulrich che ascolta in silenzio le rimostranze tardive e piuttosto scontate di Mustaine. Tra l’altro la scena in cui Lars scappò in lacrime in un angolo della stanza fu tagliata, a detta di Dave. Va beh, fermiamoci qui.

Noi sapevamo la notizia da giorni e ci siamo mossi solo ora per due ragioni. La prima è che non siamo un sito di news e di solito non ne pubblichiamo; la seconda è che ci piace commentare certi fatti perché li riteniamo rivelatori di qualcosa che ci interessa far conoscere; in questo caso lo strano silenzio intorno alle dichiarazioni di Newsted, di cui si è parlato molto di recente, sia e giustamente per la sua vittoria sul tumore, sia perché il sito dei Metallica ha pubblicato un video in cui Jason scarta la nuova versione Deluxe di Re-Load. Beh, direi che almeno rispetto alla seconda, quella della sua dipendenza taciuta per molti anni, avvesse un ciccinino di rilevanza in più…,