Recensioni Top Gun Grind

Noise – Demo Tapes 1991​-​1995 (SPHC)

La semplicità vince sulla complessità. Meglio un demo registrato su cassetta con un multi traccia che un file mp3 inviatoci dalla Nuclear Blast. Noi vogliamo il lercio suono analogico, non ‘sta merda digitale.

Quando ho visto il vinile dei Noise ho pensato: questi mi stanno prendendo per il culo! Poi sono andato sulla pagina della SPHC per confermare e no, non mi stavano prendendo per il culo, ma so per certo che sarebbero ghiotti del mio ano se glielo facessi sniffare sotto al naso.

Come posso spiegarli. Come posso spiegare questa release. Il nome da solo dice tutto: Noise. Che cazzo ti aspetti da uno che di nome fa rumore? Appunto rumore, e registrato pure peggio. Un po’ come quando ascolti i Dead e ti chiedi: chissà che tipo di musica faranno questi?, poi però ti ricordi che i Dead parlano di pornazzi e lì nasce il dubbio esistenziale che prendi la posa del pensatore mentre caghi lo stronzo mattutino. Perché chiamarti Dead se poi parli di sesso? A sto punto ti chiamavi PORNO, ma poi ti ricordi che questi già esistono e veramente mo basta chiudo il blog, che abbiamo sbagliato tutto nella vita. Muovetevi a bombardarci.

Ai Noise di voi non gliene frega un cazzo, basta vedere che le loro release sono introvabili, regalate solo ad amici e chi aveva la fortuna di contattarli, e non hanno mai fatto un cazzo di live al di fuori del loro box auto. Però la SPHC ci odia a dovere, si mette in contatto con loro e sbam, ecco una compilation di ben cinque loro demo, che credo siano anche le uniche cose che abbiano mai registrato. Cazzo dai, ho visto gruppi noisecore più attivi, e solitamente questi non escono manco dal proprio cesso per interagire con la carta igienica.

Questa compilation si può semplificare così: sei un coglione se non l’ascolti. Il fetido odore del vinile rimasterizzato a cazzo di cane (si fa per dire, non ho mai sentito i demo allo stato originario), incomprensibili suoni distruggono il vostro impianto stereo, le orecchie che sanguinano, la merda sul tappeto, la mia foto sul comodino di vostra moglie. Perché parlarne bene? Questi non suonano bene per niente, altrimenti forse ne avreste sentito parlare, sareste andati ai loro concerti, con le tette al vento per fargliele firmare. Guardatemi, ho delle tette da favola. Vi do il culo, giuro. Mi depilo pure. Vi prego amatemi.

Ma mica fanno metal, mica suonano per le masse. Mi fate schifo. Questi sono un culto, fatto di chitarre distrutte, batterie costruite con pentole e tronchi di legno, corde vocali legate con il nastro biadesivo suonati in una favelas. Le registrazioni sono una scusa per avere qualcosa da regalare a natale alla propria sorella miope, ma siamo sinceri, questa è merda. Solo un malato di testa potrebbe apprezzare veramente questo schifo del cazzo. Il problema è che io sono più malato di voi, quindi non rompetemi il coglione, quello buono che ancora mi rimane. Chi non ascolta paga da bere a tutti.

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