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Recensioni Top Gun Grind

TOP GUN GRIND #06 – IN QUESTO NUMERO: Le giapponesi stanno toste

http://www.metal-archives.com/images/3/5/4/0/3540348197_photo.jpg?1726Il metal è il sale nella mia vita che serve per sfogarmi, spaccarmi le ossa, urlare, vomitare, cagare e che ci crediate o meno pure giocare ai videogame. Niente è più divertente che giocare a Viva Pinata a tempo di Disgorgement of Intestinal Lymphatic Suppuration. Ok non l’ho mai fatto ne li ho mai ascoltati, ma giuro che un giorno lo faccio. Creerò un campo sterile con teste di Pinata appese all’entrata. Le caramelle saranno sparse per terra, mentre chi oserà varcare i miei confini subirà il peso della mia vanga. Stupidi My Little Pony. La musica, oggi come non ho fatto ieri, la distinguo in tre scene distinte: quella giapponese, quella che ci mette i giapponesi e tutta l’altra merda. Toglietemi tutto, ma non il mio grind giapponese. http://www.metal-archives.com/images/1/1/7/6/117648.jpgPensiamo ai 324. È dal 2006 che producono un cazzo. No nel senso che li troviamo in una fabbrica alla Willy Wonka nell’intendo di riprodurre il cazzo più grande del mondo, il che sarebbe figo. No, dopo Rebelgrind non hanno fatto più niente. Forse pensano che sia l’album definitivo della loro carriera? Io da quando lo ascoltai la prima volta non riesco più a togliermelo dalle orecchie e sono passati anni. Come fai a capire se lo sto ascoltando? Non ti cago. Inizio ad agitare la mano destra senza ritmo. Se sei lungo il mio cammino ti scaravento contro un muro. Un ascolto seminale per la mia esistenza. Provare per credere.

 

Delle Flagitious Idiosyncrasy in the Dilapidation poi avevo completamente dimenticato l’esistenza. Ma come? Sei un fottuto pervertito d’orientali. È per questo che la sera vado nei miei siti preferiti, ma con un nome come questo mi dimentico subito dove andare a cercare. Cazzo, non so manco come pronunciarlo senza battermi la lingua sul palato. Fla… fla… oh insomma, è uscito il loro nuovo album Wallow e nessuno mi ha detto niente. Grazie. Io che ho scritto sul foglio appeso al frigo ‘cazzo, avvertitemi quando esce’. Grazie al cazzo infatti. Se un giorno le trovo e riesco a farmi fare l’autografo col cavolo che vi chiamo. http://www.metal-archives.com/images/3/9/4/0/394037.jpg?2447Ma come suona Wallow poi? Meglio dell’omonimo. Notare, meglio dell’omonimo, ma siamo lontani dall’album da ascoltare a ogni costo, pena ti deve cadere mentre sei a letto con tua moglie che ha voglia di farlo fino a farti morire. Poco osato come lavoro. La durata è scarsa, giusto 23 minuti, ma nel grind esistono album che durano di più? Sì? Bene, allora vi dico che fanno schifo. Punto. Esagero? Forse, ma non sbaglio quando dico che quest’album è giusto un 7 su 10. Fatevelo piacere, ma poi non venite da me dicendomi che sbaglio, perché è vero che stanno toste, ma non è che se dite che so brave ve la danno. http://www.spin.com/sites/all/files/styles/style820_546/public/130923-melt-banana.jpgSapete chi altro non ce la darà mai? La cantante dei Melt-Banana. E cosa centrano loro con la rubrica? E che ne so. Da Tog Gun Grind la chiameremo Top Mi Voglio Sbatt… a Yasuko Onuki. Ti prego sposami. Esagero forse, ma la sua voce è al di fuori degli schemi musicali, rientrando però di diritto nelle scelte sperimentali del gruppo. E il suo fisico… o il suo fisico. Rumore e melodia si fondono nel loro nuovo album Fetch uscito l’anno precedente. È un ascolto impossibile da spiegare. Io stesso ho difficoltà a comprendere la discografia stessa del gruppo. Suonano, ma al contempo fanno altro. Ascoltatevi un album a caso e se trovate un nesso logico nella struttura dei pezzi vi pago una pizza. Fetch è un passo tranquillo in confronto alla precedenza, con quella voce acuta di Yasuko che credo solo il suo amante sia riuscito a portare oltre. Ma non divaghiamo. Di grind qui è rimasto poco. Di core non parliamone. Nel passato erano qualcosa di estremo, ma gli amanti della sperimentalizzazione ne rimarranno soddisfatti, per poi ascoltare il passato, mettere Fetch nella libreria dei vinili e pensare ‘ah già è vero, questo è un CD’.

I giapponesi che non sapevano di esserlo, ma sarebbero voluto diventarli di oggi sono: GxUxRxO-PxIxG. Cacofonoci, rumorosi, incomprensibili. No aspetta… O. Sono uno solo. Marco Guerrero, che non ho capito perché è nato un amore epistolare tra noi. Lui mette mi piace ai miei link e io ai suoi.

 

I Carnivorous Nausea mettono in copertina le giapponesi che vomitano. Robert Myiasis è l’unico membro. Con lui nessun amore. Non calcola neanche la mia esistenza. Cos’hanno in comune. Un cazzo. Suonano rumorosi e non vi piaceranno, a meno non ascoltiate gorenoise. I Guro (ve lo scrivo così che mi rompo a mettere le x) tra un pezzo e l’altro mettono le intro degli anime. Non gli hentai, ma gli anime pucciosi, poi parte la drummachine e non capisci più niente. I Carnivorous Nausea di canto loro amano il porno, il vomito e il gagging. Ecco perché riempono le loro copertine di donne che vomitano. Per la restante merda abbiamo due sfidanti: all’angolo della sciolta abbiamo i Fistfucking a premature fetus. RUMORE. Punto, non c’è altro modo per descriverlo. Evitate le cuffie e vivrete in pace. Usate lo stereo a tutto volume e vostro zio uscirà dal letto solo per violentarvi.http://f0.bcbits.com/img/a2823187371_2.jpgAll’angolo solido abbiamo la Jarring Cacophony Recs. Il nome è un biglietto da visita. Dall’inizio di quest’anno la label ci regala classici indimenticabili come Suck my cock Avenue degli Deterioro Nervioso Irreversible, ▄▄▄▄▄▄▄▄ degli ████, oppure i nostri amati GxUxRxO-PxIxG presenti con Fecal Orgasm. Una serie di compilation arrivata al quarto volume che non ho capito ogni quanto esce, ne perché viene prodotta. Forse solo per far pentire l’esistenza ai miei vicini. L’unica cosa che abbiamo da segnalarci sui nostri frigoriferi di fiducia che è gratuita. Sempre sia lodato bandcamp. Come sempre evitate le cuffie, altrimenti alla pensione comunicheremo con la tavoletta del cesso tipo il vecchio di Breaking Bad.

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Finché morte non vi separi Recensioni

Finché morte non vi separi #39 (rubrica black, death, grind) – In questo numero Behemoth, Profanatica, Portal, Ferocity, Orgiastic Rebirth,

BEHEMOTH The Satanist (Polonia 2014)

Smaccatamente, quanto meno all’apparenza, satanista, tanto da sembrare persino un po’ retrò ma The Satanist non lo è solo per le esplicite liriche d’altri tempi, perché ora i Behemoth hanno abbandonato la furia del decennio trascorso in favore di pause molto più riflessive e molto più metal anche talvolta metal direi classico (si sentano i diversi assoli di chitarra) pur sempre in chiave moderna. Non mancano le loro storiche sfuriate, i loro tipici crescendo, gli inserimenti innovativi ce ne sono, ne hanno sempre trovati, ma credo che questa mossa piacerà ai più piuttosto che a coloro che li seguono da una vita. Si rimane leggermente spiazzati e probabilmente il cambiamento era dovuto, dal 2000 avevano impartito lezioni severe, in tutti i versi, di veloce ed evocativo death metal ai colleghi americani e ai colleghi di tutto il mondo. Quando il death sembrava oramai aver detto tutto con, e da Thelema 6 in poi, hanno triturato tutti infilando in sequenza degli album perfetti. Continua a Leggere

Articoli Interviste Sdanghere

INCONTRI RAVVICINATI – BOLOGNA VIOLENTA

 
1 – Il tuo primo album lo si può scaricare da necessitohc, il secondo da grindcore karaoke. Di il terzo lo scaricheremo da mediafire oppure non t’interessa guadagnare almeno due spiccioli dai tuoi lavori?
Utopie e piccole soddisfazioni è uscito esattamente un anno fa. Vorrei metterlo in free download quanto prima, per ora cerco di non infierire sulla vita già difficile dei distributori di copie fisiche. In genere stampo più o meno le copie che poi riesco a vendere e i soldi vengono reinvestiti per altre stampe. Mi piace che i dischi abbiamo una versione “fisica”, ma è innegabile che il free download è ormai inevitabile. Continua a Leggere
Finché morte non vi separi Recensioni

Finché morte non vi separi – Rubrica Death, Black, Grind (uscita n. 7)

INCANTATION – Vanquish in vengeance (Stati Uniti 2012)
“Vanquish in vengeance” non aggiunge assolutamente nulla alla loro lunga discografia, non aggiunge assolutamente nulla alla scena death metal e nemmeno a dire che gli Incantation mi mancassero da sei anni a questa parte, ovvero dal loro penultimo “Primordial domination” del 2006, eppure porca miseria questo sì che è un album death, brutale, rozzo quanto vero. 10 tracce con i loro tipici pesantissimi suoni che ti stordiscono e ti catturano, 10 canzoni fatte da altrettanto loro classici momenti sia di grande intensità e velocità sia di pause dove si rifiata con un grevissimo e profondissimo doom. Continua a Leggere
Finché morte non vi separi Recensioni

FINCHE’ MORTE NON VI SEPARI – RUBRICA BLACK, DEATH, GRIND

GOJIRA – L’enfant Sauvage (Francia 2012) 
Non me ne frega assolutamente nulla che “L’enfant Sauvage” sia stato inserito nel libro “I 100 migliori dischi Death Metal” – libro modesto uscito quest’anno – o che lo dicano in tanti altri che li straosannano. Allora se i Gojira, che mescolano Fear Factory, Meshuggah e gli ultimi Hypocrisy, fanno death, io per vent’anni ho ascoltato la Pausini… e non me ne sono mai accorto!!! 

s.v. 
 
BARREN EARTH – The Devil’s Resolve (Finlandia 2012)
Qualche vocione catarroso e un paio di ex – componenti degli Amorphis per fare pressappoco e appunto il doom progressivo degli Amorphis. Avvertenza: se cercate estremità non le troverete in questo disco che di conseguenza e al contrario di altre rubriche, non può essere recensito correttamente in questo spazio di esclusivo metal estremo.
Finché morte non vi separi Recensioni

FINCHE’ MORTE NON VI SEPARI!

DYING FETUS – Reign supreme (Stati Uniti 2012)
“Reign Supreme” segue il portentoso “Descend into depravity” del 2009 e una flessione c’è stata, non siamo agli stessi livelli visto che qualche piccola parte convince meno, anche se poi la terrificante pappa è sempre la stessa ma il punto è proprio questo. I Dying Fetus fanno sempre lo stesso brutal in modo encomiabile solo con alcuni tempi in meno ipertecnico – schizoidi e qualche riff in più sempre molto ben cadenzato. Magari per un rilancio sarebbe consigliabile una qualche minimissima concessione melodica come è avvenuto per l’ottavo e nono pezzo, “Revisionis past” e “The blood of power”. A parte ciò, non sapete cosa è il brutal death? Ascoltatevi per cortesia i Feto Morente! E tanto per citarne uno, il migliore, il loro “Stop at nothing” del 2003!   Continua a Leggere
Finché morte non vi separi Recensioni

Finché morte non vi separi – La guida indispensabile per non perdersi nelle estreme terre del metalz!

VILE – Metamorphosis (Stati Uniti 2011)
Sì ma alla fin fine questi Vile che roba fanno? Sembrano la brutta copia dei Monstrosity all’epoca di Millennium solo che le idee sono poche, molto confuse e tutte scialbe. Già alla loro nascita erano un gruppo di serie B e di serie B rimangono… Ma qui rischiano la serie C!
2,5/6
Finché morte non vi separi Recensioni

Finché morte non vi separi – la rubrica del metallo più estremo che ci sia.

TERRORIZER – Hordes of the zombies (Stati Uniti 2012)
Perché riunirsi dopo vent’anni? Perché farlo quando Pete Sandoval ha la schiena a pezzi, dopo che Dave Vincent se ne va girando vestito come un adolescente emo – dark da discoteca, dopo che Oscar Garcia se ne è andato, anzi non si è mai più ripresentato e dopo che Jesse Pintado invece se ne è andato prematuramente a miglior vita? E che c’entra tutto ciò, compresa la musica più simile a un incrocio tra Deicide ed Hate Eternal, con “World downfall” ovvero uno dei capolavori indiscussi del grind in assoluto? “Hordes of the zombies” non sarebbe nemmeno malaccio ma a fregarli è, pure, l’inevitabile paragone con il loro passato. I veri ed unici Terrorizer sono quelli del 1989. Continua a Leggere
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