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Cosa mi manca nel metal di oggi!?

Non sto per dirvi che il nuovo album dei God Dethroned sia un capolavoro irrinunciabile ma di questi tempi è senza dubbio un disco da tenere in considerazione. Illuminati infatti ricorda alla stragrande maggioranza delle band uscite di recente (e soprattutto a me stesso) alcune cose di cui il metal non può proprio fare a meno e che negli ultimi anni sembra aver perso per strada. Continua a Leggere

Furia Cavallo del Nord Recensioni

I Serpent Noir, le candele vaginali e il marketing!

serpent noir

Sento spesso dire in giro che il black metal suona più o meno tutto uguale. O che alla fine è la permutazione delle solite due o tre progressioni melodiche e che quindi, per via di una pochezza di ingredienti, è ormai molto difficile suonare veramente interessanti nel 2020. Di solito non ci sono grandi possibilità di variazioni sulle strutture come nel death metal o nel thrash, né la possibilità di giocare sulla gamma dinamica dei momenti più “morbidini” dell’hard rock o del metal classico. Fai ascoltare un minuto del disco più scrauso su YouTube e poi mettigli su gli Horna: se non è abituata a sentire black metal, la tua cavia probabilmente ti dirà che sono la stessa cosa. In un certo senso è vero, il black metal è sempre stato uno stile piuttosto problematico. Quando ha prodotto cose innovative di solito lo ha fatto uscendo dal tracciato e diventando qualcos’altro, pane anche per i denti di altri stili. Se è rimasto fedele a se stesso e ha giocato le carte giuste, invece, ha finito per impressionare solamente chi il black metal lo ascoltava già. Poi ci sono dischi come l’ultimo dei greci Serpent Noir, che stanno un po’ nel mezzo. Continua a Leggere

Recensioni Supernatural Horse Machine

Lovebites – Son baci di passion…

C’era, anni fa, un tizio che lavorava con me e che dichiarò: “Io a letto con una mangiagatti (cinesi e/o asiatiche in generale) non ci vado!”

Alzai un sopracciglio e lo guardai come per dire: “Secondo me hai dei problemi…” e se lo dico io che di felini in casa ne ho 9… Ora lo vorrei vedere quell’ex collega messo di fronte alle immagini di queste giapponesine che, tra l’altro, suonano alla grandissima il loro power metal di ispirazione “Stratovaria”. Continua a Leggere

Recensioni Supernatural Horse Machine

Bütcher – 666 caproni in accelerazione!

Bütcher

Quando non posso guidare, buttare giù la mia moto in piega e godermi il ringhio del motore, mi assale sempre una certa necessità di musica cattiva, lo sapete. Spesso, ascoltati diversi dischi, mi devo arrendere alla noia, ma oggi è un giorno fortunato per me: oggi ho trovato questo 666 Goats Carry My Chariot ad aspettarmi (e il piccolo bastardo mi ha davvero reso la vita migliore, devo dirlo!). Grazie alla redazione per avermelo inviato quindi, mi avete rimesso di ottimo umore, tanto che voglio condividere le mie impressioni a riguardo. Continua a Leggere

Recensioni Supernatural Horse Machine

I Pokerface e l’indifferenza della vecchiaia

pokerface

Sì è vero. Sono scostante e lunatico. Questo mio caratteraccio mi fa fare tardi sulle “consegne” e devo ringraziare solo la pazienza di Padre Cavallo se posso permettermi certe intemperanze.

E devo ammettere anche che i miei pregiudizi su certe female fronted band, quelle più vicine allo stile vocale della puffa blu Alissa White Glutz per intenderci, mi avevano fatto sorgere più di un qualche punto interrogativo sulla mia capoccia poco propensa all’approfondimento e perciò piena di segatura. Continua a Leggere

Noisy Horse Recensioni

Kaos Krew – Il fascino industriale del Grande Casino

kaos krew

Ci sono dischi sui quali ragionare, che si prestano a essere sezionati e osservati in ogni loro recondito passaggio. Dischi dei quali sembra di non poter dire mai abbastanza, che affascinano o deludono per le ragioni più chiare, altri dei quali è necessario trovare la giusta chiave di lettura per godere appieno del loro potenziale. Altri ancora riservati ad un pubblico elitario e molto esigente, pronto a gridare allo scandalo alla prima sbavatura stilistica. Poi, benché siano sempre troppo pochi, ci sono dischi come questo From The Ostrobothnian Plain dei finlandesi Kaos Krew e sono quelli che ti rapiscono al primo ascolto, diretti, trascinanti, potenti. Continua a Leggere

Recensioni Supernatural Horse Machine

Space Parasites – Parassiti dallo spazio e dove trovarli!

space parasites

Quando mi arrivano alle orecchie certi suoni e certi stili vocali non riesco a frenare un sorrisetto sghembo. Un sorrisetto che non è assolutamente una manifestazione di fastidio in questo caso. Ritrovarsi davanti, nel 2020, sonorità che sembravano perdute – e che io avevo come colonna sonora mentre mi leggevo Splatter o Conan il barbaro è sempre una gioia! Retrogrado?! Io?? Non scherziamo!!! Tradizionalista all’ennesima potenza!!! Qui ci sono echi di Thrash metal ottantiano e Heavy/Power metal grezzo e verace alla Helloween primissima maniera. Continua a Leggere

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Alchemy – Con incolpevole ritardo!

alchemy

Con un certo ritardo dall’uscita (che non vuole essere disattenzione, semplicemente mi è capitato in mano solo recentemente) vorrei darvi un’opinione su di un disco davvero interessante uscito l’anno scorso, che ci offre la possibilità di apprezzare un gruppo italiano (gli Alchemy sono bresciani) di quelli che meritano una menzione e dai quali mi aspetto molto in un futuro prossimo. Continua a Leggere

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Autumn Tears – La vita è un mare di lacrime!

autumn tears

Gli Autumn Tears sono, alternativamente, un ensemble da meditazione oppure da suicidio. Dipende dal mood del momento dell’ascoltatore. Essendo io stato, per anni, un consumatore compulsivo di power-classic – e neanche di una miriade di band ché non è umanamente possibile secondo me, ma di un numero mediamente ristretto – dicevo, essendomi concentrato su sonorità “altre” non potevo conoscere questa realtà che riesco a collocare negli ascolti alternativi a ciò che d’abitudine infilo nello stereo o nella chiavetta usb. Continua a Leggere

Recensioni Supernatural Horse Machine

Quasarborn – Metal Thrashing Serbia!

quasarborn

A causa di un piccolo infortunio sono bloccato da giorni e non posso approfittare del clima mite di questo inverno in cui, almeno dalle mie parti, il sole splende e la temperatura non è nemmeno troppo rigida. Inutile dire che vedere la moto ferma col sole fa incazzare qualsiasi sano centauro, figurarsi uno che non è neanche in buona salute! Per fortuna io ho gli amici di Sdangher che sanno come allietare le mie noiose ore in attesa della guarigione, spedendomi sostanziosi album sui quali dire la mia! Continua a Leggere

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