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The Color Out Of Space è il miglior adattamento da Lovecraft degli ultimi vent’anni!

richard stanley

Fare film su Lovecraft dev’essere molto, molto difficile. Ci hanno provato tutti quelli che amano un certo tipo di horror, spesso con risultati imbarazzanti, in special modo quelli che hanno azzardato nel volerne fare una fedele trasposizione cinematografica. Avete presente robacce tipo Dagon? Ecco, quelle. Anzi, il grande paradosso è che probabilmente i più riusciti film lovecraftiani mai fatti non volevano esserlo, e che quindi non è raro scovare Providence anche dove non te lo aspetti; per me, ad esempio, La Casa Dalle Finestre Che Ridono rimane a oggi la più riuscita trasposizione cinematografica dell’Ombra Su Innsmouth, e senza mai scomodare gli Antichi. Continua a Leggere

Articoli La Truebrica del fantino Recensioni

Questi momenti difficili insieme ai My Dying Bride!

my dying bride

Sono momenti difficili. Lo sono per tutti ma ancora di più per me. Sembra l’incipit di un lamento un po’ patetico ed egocentrico.
Mi piacerebbe fosse così. Una voglia di dramma.
Gli ultimi tre giorni sono stati un delirio e da una settimana- ormai si va per le due – il paese è paralizzato per metà. Il nuovo virus – che molti, io compreso, abbiamo ribattezzato con molta originalità “Vairus”- si è preso la sua bella fetta di popolarità. Come quasi sempre succede nel Bel paese (di stocazzo) il caos informativo e il “blabbing” compulsivo da bar dello sport hanno prodotto quello che una persona di media intelligenza può aspettarsi: disinformazione; teorie del complotto veicolate come dogmi; anziani dai sessanta in su che invece di stare in casa e limitare gli spostamenti, come dovrebbero secondo disposizioni, affollano i centri commerciali, già depredati dai paranoici quaranta-cinquantenni, ogni singolo giorno della settimana.
Per mio conto da un pezzo mi sono reso conto che il mondo, neppure quello più prossimo a me, non è possibile cambiarlo. Continua a Leggere

heavymmerda! Recensioni

Heavymmerda, il peggio della musica metal secondo Padrecavallo e me!

Ecco, lo sapevo. Dopo tanto insistere per avere altre recensioni da fare (che Padrecavallo dice che “la gente non le legge”, che “è meglio scrivere articoli che interessano di più e che prima o poi mi manda il peggio così imparo”) il momento è giunto. Con parole di sfida (“Prova a recensire questi, dai vediamo”, ha detto) mi ha lanciato questa patata bollente inaspettata e tanto comica che non posso certo esimermi. Vi presento il peggio che potevano mandarmi, scelto accuratamente dopo lunga selezione. Continua a Leggere

La Truebrica del fantino Recensioni

Anvil – Il ritorno dell’incudine canadese

anvil

Cos’è che rende questo Legal At Last un disco fottutamente rock? Tecnica sopraffina? No, decisamente no. Intendiamoci: si lascia ascoltare, è confezionato bene e c’è dentro un sacco di roba buona (ops), ma nulla di nuovo sotto il sole. Doti particolari di qualche pezzo? Diavolo, è un disco degli Anvil, ragazzi, spacca ma non sono mica gente da hit parade. No, davvero, è un qualcosa di diverso. Continua a Leggere

Articoli La Truebrica del fantino

PYOGENESIS “A Silent Soul Screams Loud” (AFM)

pyogenesis

Ah, i Pyogenesis. Quanti ricordi. A volte mi chiedo se non stia diventando uno di quei vecchi tromboni che vengono chiamati in causa ogni tanto per rievocare la musica della loro gioventù. Ma insomma i Pyogenesis… chiunque nel ’95 non avesse in casa il digipack di Twinaleblood era sicuramente una brutta persona. Poi Blue Smileys Plan, uno dei più grandi hit mancati del decennio; Eiermann e Maier che se ne vanno ad afferrare il successo, quello vero, coi Liquido, pagandolo con la condanna al girone degli One Hit Wonder. E Flo C. Schwarz? Che gli sarà passato per la testa nei tredici anni in cui il gruppo è stato fermo? Come mai poi è molto più bello e figo oggi da cinquantenne di quando venticinquenne aveva quelle occhiaie che rovinavano i videoclip? Continua a Leggere

Recensioni

Cosa mi manca nel metal di oggi!?

Non sto per dirvi che il nuovo album dei God Dethroned sia un capolavoro irrinunciabile ma di questi tempi è senza dubbio un disco da tenere in considerazione. Illuminati infatti ricorda alla stragrande maggioranza delle band uscite di recente (e soprattutto a me stesso) alcune cose di cui il metal non può proprio fare a meno e che negli ultimi anni sembra aver perso per strada. Continua a Leggere

Furia Cavallo del Nord Recensioni

I Serpent Noir, le candele vaginali e il marketing!

serpent noir

Sento spesso dire in giro che il black metal suona più o meno tutto uguale. O che alla fine è la permutazione delle solite due o tre progressioni melodiche e che quindi, per via di una pochezza di ingredienti, è ormai molto difficile suonare veramente interessanti nel 2020. Di solito non ci sono grandi possibilità di variazioni sulle strutture come nel death metal o nel thrash, né la possibilità di giocare sulla gamma dinamica dei momenti più “morbidini” dell’hard rock o del metal classico. Fai ascoltare un minuto del disco più scrauso su YouTube e poi mettigli su gli Horna: se non è abituata a sentire black metal, la tua cavia probabilmente ti dirà che sono la stessa cosa. In un certo senso è vero, il black metal è sempre stato uno stile piuttosto problematico. Quando ha prodotto cose innovative di solito lo ha fatto uscendo dal tracciato e diventando qualcos’altro, pane anche per i denti di altri stili. Se è rimasto fedele a se stesso e ha giocato le carte giuste, invece, ha finito per impressionare solamente chi il black metal lo ascoltava già. Poi ci sono dischi come l’ultimo dei greci Serpent Noir, che stanno un po’ nel mezzo. Continua a Leggere

Recensioni Supernatural Horse Machine

Lovebites – Son baci di passion…

C’era, anni fa, un tizio che lavorava con me e che dichiarò: “Io a letto con una mangiagatti (cinesi e/o asiatiche in generale) non ci vado!”

Alzai un sopracciglio e lo guardai come per dire: “Secondo me hai dei problemi…” e se lo dico io che di felini in casa ne ho 9… Ora lo vorrei vedere quell’ex collega messo di fronte alle immagini di queste giapponesine che, tra l’altro, suonano alla grandissima il loro power metal di ispirazione “Stratovaria”. Continua a Leggere

Recensioni Supernatural Horse Machine

Bütcher – 666 caproni in accelerazione!

Bütcher

Quando non posso guidare, buttare giù la mia moto in piega e godermi il ringhio del motore, mi assale sempre una certa necessità di musica cattiva, lo sapete. Spesso, ascoltati diversi dischi, mi devo arrendere alla noia, ma oggi è un giorno fortunato per me: oggi ho trovato questo 666 Goats Carry My Chariot ad aspettarmi (e il piccolo bastardo mi ha davvero reso la vita migliore, devo dirlo!). Grazie alla redazione per avermelo inviato quindi, mi avete rimesso di ottimo umore, tanto che voglio condividere le mie impressioni a riguardo. Continua a Leggere

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